Si è appena terminato di parlare della Legge Delega, e della sua applicazione nei confronti del gioco, delle sue innovazioni, rivoluzioni e ristrutturazioni -peraltro non ancora avvenute- che già si affaccia un nuovo argomento per disquisire sul mondo del gioco d’azzardo: gli aumenti della tassazione previsti dalla Legge di Stabilità. Forse un prelievo ulteriore potrebbe anche “rispettarsi” ed avere un senso logico se lo si lega ad un finanziamento del servizio sanitario relativamente al gioco patologico, ma nello stesso tempo non si può dimenticare che è “conveniente” -per tutti- mantenere il gioco legale in competizione rispetto all’offerta illecita. Questo sia per i giocatori che devono essere “attirati” dal gioco lecito che per gli operatori relativamente ai loro guadagni.

Se mancasse l’equilibrio però, ci sarebbe un’enorme ricaduta nel gioco illecito, sia relativamente alla domanda sia per quanto riguarda l’offerta e questo equilibrio sembra veramente poco considerato dalla Legge di Stabilità quando propone un rincaro sul prelievo erariale (ben quattro punti), un ritocco al ribasso delle percentuali di vincita andando così ad attingere dalle tasche dei giocatori… e non è certo la prima volta. Si deve solo sperare che tali aumenti non siano confermati o che vengano modificati prima della loro attuazione in modo che si possano risolvere alcune grosse anomalie che porteranno ulteriori “danni” al settore… già in equilibrio più che precario. Senza dimenticare, ovviamente, che la Legge Delega prevede già una completa riforma del settore con tanto di rivisitazione fiscale: un ulteriore paradosso per descrivere assurdità che continuano a rinnovarsi nel nostro Bel Paese.